Gennaio 2018

«Il nostro desiderio era che i clienti conoscessero a fondo la nostra storia e la filosofia di produzione, e potessero vivere in prima persona la vita aziendale: dovevano toccare con le loro mani il nostro lavoro quotidiano! Così abbiamo pensato di fargli fare delle esperienze direttamente sul campo.» ha sottolineato Marta Locatelli, titolare della Tenuta di Angoris.

Durante la cena di lunedì sera in villa Locatelli, gli ospiti (clienti arrivati da tutta Italia e dal nord Europa) hanno quindi potuto assistere ad un’anteprima dei contenuti di un libro che sarà pubblicato quest’anno per festeggiare i 370 anni della Tenuta di Angoris, fondata appunto nel 1648.

Successivamente è stato presentato il percorso che l’azienda ha iniziato più di 20 anni fa con l’obiettivo di raggiungere una produzione sostenibile: «Il concetto di sostenibilità include tre dimensioni che si trovano sullo stesso piano e che devono intrecciarsi: ambientale, sociale ed economica. Questo significa che la nostra produzione dell’uva e del vino, per essere sostenibile, deve essere in grado di mantenere inalterato il terreno dove lavoriamo, deve essere priva di residui chimici dannosi alla salute, deve garantire un apporto alla società (fornendo lavoro) e deve essere in grado di garantire un utile. Per questo motivo abbiamo aderito al Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata (SQNPI): un sistema di produzione agroalimentare che utilizza mezzi produttivi e di difesa delle produzioni agricole dalle avversità, volto a ridurre al minimo l’uso delle sostanze chimiche di sintesi e a razionalizzare la fertilizzazione, nel rispetto dei principi ecologici, economici e tossicologici (Legge 4 del 3 febbraio 2011), con lo scopo di ottenere prodotti agricoli mediante una modalità a basso impatto ambientale, distinguibili con un marchio (un bollino con il disegno di un’ape, che noi riceveremo entro l’anno).»

«Seguire la modernità senza stravolgere la storia: – ha continuato Marta Locatelli – il nostro scopo è preservare la terra (il bene più prezioso) utilizzando attrezzature moderne e all’avanguardia».

Durante la serata è stata presentata in anteprima anche la novità della produzione vitivinicola aziendale: un Pinot Nero DOC Friuli Isonzo che è stato dedicato ad Albertina, la nonna paterna di Marta Locatelli. «Anche in questo caso c’è un doppio richiamo alla nostra storia, il primo è riferito alla produzione di Pinot Nero che avevamo già negli anni ’70, mentre il secondo riguarda mia nonna, una figura determinante che ha accompagnato la mia infanzia. Questo Pinot Nero Albertina è come lei: elegante e determinata, avvolgente e confortante.»

Dopo questa serata didattica, martedì mattina, gli ospiti sono entrati nel vivo del lavoro quotidiano aziendale. La prima operazione a cui hanno assistito è stata la sboccatura dello spumante metodo classico 16 48: hanno visto come manualmente i colli delle bottiglie vengono gelati, i residui dei lieviti espulsi e le bottiglie colmate e tappate. Successivamente il gruppo si è spostato nella vigna di Pinot grigio retrostante la cantina per assistere ad una dimostrazione di eliminazione dell’erba sul sottofila dei vigneti con l’utilizzo di una macchina all’avanguardia: una delle attrezzature che consentono ad Angoris di aderire al Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata.

Terminata questa lavorazione, la comitiva è salita in corriera e ha raggiunto la località di Rocca Bernarda, nel comune di Premariacco, dove si trovano le vigne nei Colli Orientali di Angoris. Gli ospiti hanno poi camminato fra i vigneti fino a raggiungere i filari di Tocai Friulano, dove hanno assistito ad una lezione di potatura tenuta dal nostro enologo e seguiti poi da personale aziendale specializzato, hanno messo in pratica con curiosità e soddisfazione quanto appreso.

Passaggio ad Angoris ha permesso ai nostri ospiti di conoscere meglio il nostro lavoro, come lo viviamo noi ogni giorno.