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«Quest’anno abbiamo festeggiato l’anteprima della nuova annata dello Spìule Chardonnay DOC Friuli Colli Orientali, organizzando una degustazione dedicata agli spumanti metodo classico! – ha dichiarato Marta Locatelli, titolare della Tenuta di Angoris – Il nostro desiderio è quello di riconfermare il valore di questa produzione, elevandone le caratteristiche e sottolineando le caratteristiche uniche che definiscono la produzione del Friuli Venezia Giulia».

«Quest’anno siamo partiti dalla nostra storia: – ha continuato Marta Locatelli – durante la ricerca storica per la stesura del libro che racconta i secoli di Angoris, abbiamo trovato in un cassetto della villa alcune fatture datate 1971 e 1972 per l’acquisto di spumanti italiani metodo classico e alcuni Champagne per “studiarli” in preparazione alla produzione dei nostri spumanti, iniziata nel 1973! Partendo da questi vini (con annate più attuali) abbiamo poi scelto altri spumanti metodo classico friulani, italiani e stranieri: volevamo riportare l’attenzione su questo tipo di spumantizzazione, sulla sua raffinatezza, sulla sua eleganza, sul lavoro e la pazienza che richiede

Martedì, dopo l’intervento di Stefano Cosma (degustatore professionista e storico del vino) su come lo spumante si sia diffuso in Friuli Venezia Giulia negli ultimi due secoli, la degustazione è entrata nel vivo: i vini sono stati degustati alla cieca e in silenzio uno ad uno, e solo al termine gli ospiti si sono confrontati sui “risultati”. «Ciò che è emerso in merito agli spumanti friulani metodo classico è che hanno una spiccata acidità e sapidità, perfettamente equilibrate, hanno meno morbidezza al palato, mentre prevale in tutti la componente olfattiva floreale: è importante mantenere queste note identificative del territorio che rendono piacevoli e unici questi vini. Caratteristiche tipiche della nostra terra che la spumantizzazione con il metodo classico sa far emergere e risaltare.» ha concluso Marta Locatelli.

La Tenuta di Angoris organizza dal 2015 queste anteprime dedicate allo Spìule Chardonnay: il primo anno il focus era proprio sullo Chardonnay, il 2016 è stato l’anno dei vini rossi autoctoni da invecchiamento, nel 2017 è stato affrontato il tema dei vitigni autoctoni a bacca bianca prodotti sul 45° parallelo dalla Georgia alla Valle d’Aosta, mentre l’anno scorso è stata la volta dei vini dolci e passiti. Il tutto con un unico obiettivo: far emergere e risaltare la qualità del vino friulano all’interno di una grande sfida con la comparazione con i migliori vini a livello nazionale ed internazionale.

Questo l’ordine dei vini degustati: Gran Cuvée dell’azienda Villa Parens (Friuli Venezia Giulia), Brut Rebolium Sinefinis dell’azienda Gradis’ciutta (Friuli Venezia Giulia e Slovenia), Sedici Quarantotto della Tenuta di Angoris (Friuli Venezia Giulia), Gran Cuvée Blanc de Noir dell’azienda Travaglino (Oltrepò Pavese), Franciacorta ’61 Nature dell’azienda Guido Berlucchi, Cava Brut Reserva Heredad della Segura Viudas (Spagna), Champagne Brut Special Cuvée Bollinger e Champagne Brut Grande Cuvèe 166eme Edition Krug.

Il panel di degustatori comprendeva Marta Locatelli, Alessandro Bologna (enologo dell’azienda), Stefano Cosma (curatore regionale della Guida ViniBuoni d’Italia e storico del vino), Gianni Ottogalli (affermato sommelier, responsabile didattica Associazione Italiana Sommelier FVG e responsabile Guida Gambero Rosso per il FVG), Jenny Viant Gomez (sommelier e giornalista, scrive sul magazine Vinoway e cura il blog MásWine) Michelangelo Tagliente (sommelier, giornalista, curatore del blog La stanza del vino), Paolo Frigo (referente della zona triveneto del sito Wine Meridian), Đurđa Katić (sommelier serba, responsabile della comunicazione dell’ASI – Association de la Sommelerie Internationale, e  vicepresidente dei Sommelier serbi), Roberto Filipaz (sommelier, vicepresidente Associazione Italiana Sommelier FVG, architetto, organizzatore dell’evento Le Bollicine sul golfo a Trieste), Andrea Zanfi (viaggiatore, scrittore di oltre 50 pubblicazioni nel settore enogastronomico, editore del magazine Bubbles), Carlotta Menini (membro dell’Unione Italiana Vini) e Carlo Alberto Panont (già direttore del Consorizo Franciacorta, Valtellina e Garda Doc, ora dirige il consorzio dell’Oltrepò Pavese).

Dopo la degustazione, il gruppo si è spostato in barricaia dove ha assistito alla sboccatura dello spumante 16 48 annata 2014 e ha potuto assaggiarlo appena “sboccato”.

La mattinata si è poi conclusa con il pranzo a Villa Locatelli.

 

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